365+365+365 giorni di sopravvivenza
'Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede
La morte
si sconta
vivendo'
Fila. Nel mio cestino porto: una confezione di piadine, una di prosciutto cotto, una di mortadella a 85 cent, un enorme pomodoro rosso, due mini confezioni di gelato, affogato al torroncino e triplo cioccolato. la bionda è troppo affollata, la nuova mi sta antipatica, scelgo il depresso.
il depresso non sorride mai, e non mi rivolge mai nè lo sguardo nè la parola quando ogni giorno scendo di casa o di macchina per acquistare cibarie ad alto contenuto calorico. a giudicare dall'apporto di zuccheri e cioccolato di quello che compro, potrebbe sentirsi a suo agio con me, perchè i miei acquisti denotano insoddisfazione e noia, voglia di qualcosa di buono che addolcisca la giornata e mi faccia passare il tempo che separa l'uscita dal lavoro e la cena, compresa la quotidiana puntata di E.R tra le 19 e le 20.il depresso, dicevo, non si espone mai. batte le dita tozze sui tasti della cassa da chissà quanto tempo, ha i capelli mori lunghi, con la coda come il fumettaro dei simpson, sembrano sempre unti perchè se li tocca di continuo per riportare uno dei due ciuffi laterali dietro l'orecchio. ma non deve essere vecchio, anzi, magari è uno di quei trentenni fasulli che poi hanno 25 anni o al massimo 32 anche se gliene daremmo volentieri 37 minimo.
attendo, e dopo la signora coi rotoloni regina tocca a me. il depresso alza lo sguardo mentre fa passare il mio junk food davanti al sensore della cassa. e mi chiede, senza guardarmi in faccia, "cosa vuol dire?". punta con gli occhi per un istante al mio braccio, dove espongo l'ultimo dei miei 4 tatuaggi. dico: "keep on living: continuare a vivere, andare avanti". lui fa:"ah, bello. sai, perchè secondo me devono avere un significato, sennò non hanno senso".
e io dico "eh bhe ne ho 4 e tutti hanno significato per me, anzi, sono tutti e 4 delle belle pesate, quanto a senso...". e lui allora in un impeto di empatia, abbandona il suo lavoro e mi confessa candido: "ce l'ho anch'io, guarda", tentando goffamente di liberare la sua spalla sinistra dalla cappina di ordinanza del conad: SPQR
ultimamente ho lavorato quasi sei ore al giorno col cervello in stand by. lì per lì sembra facile, il problema è riaccenderlo dopo.
ho visto gli slint e ho pianto.
ho (ri) visto gli shellac e mi sono picchiata con una nana.
ho pulito casa e ho visto gli oggetti cambiare colore.
tenere tutto dentro prima o poi decreterà un'implosione.
l'attendo.
Questo è uno di quei pomeriggi in cui ascolto i guided by voices e tento di fare bilanci stravaganti e surreali sulla vita, il fatto è che il best of che sto per l'appunto ascoltando barcolla tra la spinta da teenager in love e il rammarico strappalacrime del 28esimo anno appena compiuto. sicchè anche i pensieri oscillano tra i due estremi, e non è facile seguire questo stream of consciousness incoerente. ma se non lo fosse non sarebbe mio, sicchè alla fine mi sforzo quanto basta per restare qua seduta e per non compiere il gesto inconsulto di dissotterrare un qualunque disco dei rem vecchia maniera, cosa che innescherebbe una chain reaction sufficientemente dolorosa da portarmi indietro di anni, diciamo giusto al momento prima che inziassi a investire soldi nella psicoterapia.
sarà che erano mesi che non dormivo da sola, e questi ultimi due giorni sono bastati a farmi ricordare al meglio quanto sono miseramente piccola ma allo stesso tempo cosciente di me e delle mie miserie quanto basta. rantolando in preda a vampate di calore degne di una signora di mezza età nel pieno della menopausa, stanotte ho sognato di essermi scritta sulla pelle tutto quello che avevo da dire alle mie cicatrici, ero un perfetto collage di crosticine, inchiostro nero e lettere incisie in corsivo.
quante sarebbero
le cose
che avrei avuto ancora da dirti
dalla loro somma risulterebbe un numero nuovo, ancora non scritto.
il 25 sono 28, oggi uno per strada mi ha chiamato signora
fa caldo
guadagno troppo poco
sono grassa
abbrutita
che vita di merda.
tanti auguri marghe, che quest'anno tu possa uscire dal pantano.
finalmente la nullafacenza viene retribuita. cristo.
siamo in italia.
ah, se a fine maggio passate di qua siete tutti invitati QUI.
la revisione della caldaia è un uomo coi baffi e l'aspirapolvere
70 euro.
non c'ho più voglia.
520 euro mensili
secchi di merda malata di gatta che non si ripiglia
nostalgia nostalgia canaglia di quello che fu
terrore di quel che sarà
e anni e anni a sommarsi (vedo già quella dannata data sul calendario)
puttana miseria
gente che parte
io che resto qua
ancorata al mio porto di nulla
perchè esistono parole come assistant, manager, teamleader, collaborator qualcosa, fashion qualcosa, designer qualcosa. dovrebbero essere vietate per evitare che certi elementi sprecassero pure del fiato a categorizzarsi tentando di rendere visibile un alone in realtà indistinto di melma che secondo loro dovrebbe distinguerli dal resto della merda.
continuate pure a vanificare energia a respiri per manifestare quanto siete qualcosa. del resto non vi biasimo, esiste un intero vocabolario (all'80% fatto di parole inglesi prese in prestito..) che vi dà manforte..
personalmente nel nulla e dans la boue io ci sguazzo, perchè temerla.
l'origine del mondo e dell'uomo sta in fondo a una tazza di cesso.
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ore e ore passate a leggere Rabelais, mica seghine su finti Baudelaire.
intanto da oggi chiamatemi Assunta.